Alessandro, Napoleone e Giuseppina, un racconto di amicizia, guerra e arte all’Hermitage di Amsterdam

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3 marzo 2015

Alessandro, Napoleone e Giuseppina, un racconto di amicizia, guerra e arte all’Hermitage di Amsterdam

L’ Hermitage di Amsterdam dedica una mostra a tre grandi nomi

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‘Se fossi stato Napoleone, avrei voluto essere Alessandro…”

Nell’anno in cui la battaglia di Waterloo del 1815 viene ricordata in tutta Europa, l’Hermitage Amsterdam riporta le lancette indietro nel tempo, durante gli anni decisivi prima di Waterloo, gli anni di Napoleone Bonaparte e di due suoi contemporanei: il grande amore Giuseppina e lo zar Alessandro I, suo amico e nemico.

Con circa duecento meravigliosi dipinti, sculture, oggetti personali, abiti e uniformi, oggetti d’arte applicata e armi impressionanti, si racconta la storia di due grandi sovrani e del potere femminile. Amicizia, guerra, amore e politica sono i temi centrali, ma non viene trascurata la grande collezione d’arte di Giuseppina, che vede tra gli altri opere di artisti olandesi e italiani del calibro di Potter, Van der Werff, Luini e Canova. I due uomini saranno presenza molto concreta all’interno della mostra, per via della maschera mortuaria di Napoleone e del medaglione contenente una ciocca di capelli di Alessandro. Buona parte della collezione di Giuseppina tornerà quindi all’Hermitage, e pezzi molto importanti saranno esposti per la prima volta in Olanda.

Un racconto in quattro atti

La narrazione comincia nel 1807, quando Napoleone e Giuseppina si vedevano ben poco a causa delle molte guerre condotte dal generale per tutto il continente europeo. Giuseppina trascorre il periodo nella tenuta del proprio amato, Château de Malmaison, appena fuori Parigi. Quell’anno Napoleone sottoscrive un accordo con lo zar Alessandro, noto come Pace di Tilsit, che stabilisce un cambiamento della situazione politica in Europa e Asia. L’amicizia che ne scaturisce sembra personale e duratura: i due si lasciano dopo quindici giorni, scambiandosi continui cadeau diplomatici negli anni successivi.

Il trattato però, inteso come un sigillo di “pace e amicizia per i secoli a venire”, sembra non durare, e ha inizio una nuova guerra che ha come suo culmine la Campagna di Russia napoleonica del 1812. Pochi altri momenti storici ebbero un così forte impatto come la ritirata dei francesi da Mosca. L’episodio più catastrofico per l’esercito napoleonico fu probabilmente il passaggio sulla Beresina completamente ghiacciata. Nel giro di pochi giorni, decine di migliaia di soldati persero la vita, oltre che in battaglia, anche a causa di congelamento, annegamento e fame. Tra loro c’erano anche molti olandesi, come testimonia l’illustrazione di Jan Hoynck van Papendrecht, anch’essa in mostra. La drammaticità della Campagna di Russia è rappresentata in modo particolarmente penetrante anche da quattro grandi dipinti di Peter von Hess. Tutti i successi di Napoleone e la sua Grande Armata vedono un brusco arresto con questa campagna, che riduce a soli 30.000 uomini un esercito composto da 600.000 combattenti.

Anche lo zar vede molte perdite, ma marcia su Parigi in qualità di vincitore. La sconfitta di Napoleone è totale, e viene bandito dal paese. A Parigi lo zar cerca di prendere contatto con l’ex imperatrice Giuseppina, che lo riceve a Malmaison. Tanti sono i racconti sull’incontro tra i due; quel che è certo, è che Giuseppina fece ad Alessandro il regalo più bello che uno zar possa desiderare: un antico cameo Gonzaga del terzo secolo a.C. In questa occasione Alessandro invitò l’ex imperatrice a vivere a San Pietroburgo, ma Giuseppina morì prematuramente poco dopo a causa di un’infezione alla gola. Il resto è storia.

Lo zar non fu soltanto l’alleato vincitore, ma anche l’acquirente della famosa collezione d’arte di Giuseppina. All’epoca della morte dell’ex-imperatrice, la collezione contava circa quattrocento opere, con lavori di maestri quali Potter, Metsu, Van der Werff, Rembrandt, Claude Lorrain, Luini, Schidone, David Teniers il giovane, Terborch, Canova. Molte delle opere furono acquistate da Giuseppina stessa, altre le furono regalate da Napoleone come trofei di guerra provenienti dai paesi conquistati. Per la cifra di 940.000 franchi francesi, all’epoca astronomica, Alessandro si impossessò nel 1815 di diversi dipinti e sculture. I figli di Giuseppina, Hortense e Eugène godettero della protezione di Alessandro e, una generazione più tardi, il nipote di Giuseppina sposò una Romanov, legando così le due famiglie. Molti pezzi della collezione ritrovano spazio all’Hermitage, dove raccontano una grande pagina della storia europea.