Vita notturna culturale

Balla con Rembrandt al Rijksmuseum, immergiti nella vivace atmosfera di un festival in una sera d'estate o divertiti fino a notte fonda senza nemmeno uscire dall'albergo. Sono solo alcuni esempi di ciò che offre la vita notturna olandese. Allora, usciamo?

  • Il fascino del bar dell'hotel
    Marloes Tervoort, venerdì 13 giugno 2014

    Quando faccio shopping mi piace entrare in un hotel, per il gusto di sentirmi come una turista nella mia città. Provare la sensazione di libertà di un viaggiatore in terra straniera mi fa uscire dalla routine della vita quotidiana. Sembra che non capiti solo a me, data la crescente popolarità dei bar degli alberghi che, fortunatamente, non sono più appannaggio dei soli clienti.

    Continua
  • Il nuovo tempio della musica
    Marloes Tervoort, venerdì 9 maggio 2014

    Adoro uscire: ristoranti, bar, mostre, teatro. Vado volentieri anche ai concerti ma, da brava olandese, preferisco le sale dall'atmosfera raccolta. Per tale motivo mi piace il Paradiso, tempio della musica pop di Amsterdam, oppure l'intimo Bitterzoet dove allungando la mano riesci quasi a sfiorare gli artisti.

    Lo Ziggo Dome, invece, è un'immensa sala da concerto costruita in cemento, in grado di ospitare 17.000 persone, situata in una parte della città non proprio accogliente. Quando la mia amica L. mi ha chiesto se volevo assistere con lei a uno dei primi grandi spettacoli internazionali in programma al 'Dome' non ero affatto entusiasta. Sì, adoro i Pearl Jam, che nostalgia degli anni giovanili... Mi sono tornati in mente fidanzatini dai capelli lunghi e le mie prime uscite di sera. Ma rivivere la mia adolescenza con migliaia di altre persone? Non mi sembrava una grande idea. L. ci è andata senza di me ed è tornata decantando il concerto sotto ogni aspetto. Tutto era fantastico: l'acustica, lo spazio... e Eddie Vedder... Sembrava mi fossi davvero persa un concerto unico. I titoli dei giornali non fecero che girare il coltello nella piaga.

    Alcune settimane dopo mi sono imbattuta in un conoscente di vecchia data che mi ha raccontato del suo nuovo lavoro allo... Ziggo Dome. Mi ha detto che era un posto fantastico e che i grandi artisti sembravano condividere la sua opinione. Dopo che il suo primo concerto ha registrato rapidamente il tutto esaurito, Madonna ne ha fissato un altro, anch'esso andato a ruba. A detta dei miei colleghi giornalisti, George Michael ha fatto un'esibizione magnifica avendo 'finalmente' trovato un palco degno ad Amsterdam.

    Il mio conoscente ha sottolineato che vi sono 120.000 lampadine LED all'esterno della futuristica Scatola Nera, come viene chiamato l'edificio. E che dopo Madonna e George Michael sono stati prenotati i Radiohead, Lady Gaga e Sting. E che se trovo l'ambiente troppo impegnativo posso sempre rilassarmi al Club Ziggo o cenare prima al ristorante BEAT.
    Ora ho i biglietti per il concerto di P!nk allo Ziggo Dome. Dovevo solo abituarmi all'idea, OK?

    Ziggo Dome, De Passage 100, Amsterdam

  • La rinascita del teatro
    Marloes Tervoort, venerdì 15 novembre 2013

    In passato lavoravo come critico teatrale e quindi trascorrevo molto tempo nei teatri di Amsterdam. Mi piaceva l'architettura, ma gli ambienti erano piuttosto squallidi - foyer inospitali, guardaroba dall'aria viziata, caffè pessimo e via dicendo.

    Oggi è tutto cambiato. Nel 2008 il teatro Stadsschouwburg ha subito una ristrutturazione radicale e ha acquisito nuova linfa vitale con una nuova sala, l'entrata su Leidseplein e un ottimo ristorante con bar annesso. Una novità interessante per i visitatori stranieri sono i sopratitoli in inglese (indicati dalla bandierina inglese sul sito web del teatro) disponibili per molti spettacoli.

    Poco lontano il teatro DeLaMar, fondato dal produttore teatrale olandese Joop van den Ende, è risorto dalle ceneri nel 2010 in seguito ad una ristrutturazione durata quattro anni. Nonostante sia stato interamente rivisitato, l'edificio ha conservato in parte lo stile originale. Il teatro ospita anche un Grand Café il cui menu è caldamente consigliato dal famigerato critico gastronomico Johannes van Dam.

    Il Carré, la 'vecchia signora' dei teatri di Amsterdam, è stato ammodernato all'inizio degli anni Novanta. Fondato dal direttore circense Oscar Carré, questo teatro ospita annualmente lo strabiliante Circo di Natale. Oltre al tradizionale Circo di Natale noto in tutto il mondo, il teatro Carré offre un variegato programma di rappresentazioni di artisti locali e internazionali. Una volta ho intervistato Bello Nock che quell'anno rivestiva il ruolo di clown al Circo di Natale. Mi ha detto che faceva 12 spettacoli in 4 giorni e, dal momento che era affetto da ADHD, la cosa non gli pesava affatto... Le esibizioni circensi sono indubbiamente mirabolanti e mettono in ombra persino il Cirque du Soleil.

    Negli ultimi anni i bar degli alberghi sono diventati popolari luoghi di ritrovo, e prevedo che lo stesso accadrà ai ristoranti e ai bar dei teatri. Pertanto quest'anno non mi occuperò tanto del Circo di Natale ma frequenterò piuttosto i foyer dei teatri per assorbirne l'atmosfera. E naturalmente assaggerò il caffè, sono sicura che è di gran lunga migliorato!

  • Voyeurismo culturalmente giustificato
    Marloes Tervoort, domenica 20 ottobre 2013

    Gli abitanti di Amsterdam sono fieri del 'loro' IDFA, istituito nel 1988 con l'intento di 'dare un impulso nazionale e internazionale alla cultura del documentario'. I biglietti in prevendita devono essere acquistati con largo anticipo, ma fortunatamente ho un'amica che ogni anno mi manda l'elenco delle proiezioni da non perdere, perciò non mi resta che seguire i suoi consigli. La mia amica si occupa dell'acquisto dei biglietti per queste piccole gemme offerte dal programma.

    L'Olanda è la patria dei documentari. Realizzatori di documentari come Michiel van Erp offrono uno spaccato sorprendente e quasi voyeuristico della cultura olandese. Van Erp si è affermato con documentari sulla cultura nazionale, quali 'Pretpark Nederland' (Parco divertimenti Olanda) e 'Welkom in Nederland' (Benvenuti in Olanda). Molti noti registi cinematografici olandesi come Johan van der Keuken, John Appel e Renzo Martens sono diventati famosi attraverso l'IDFA. Vi è molto da vedere anche per i visitatori che non conoscono l'olandese, dato che gran parte dell'IDFA è dedicata ai documentari internazionali.

    Per fortuna Amsterdam conta anche numerose sale cinematografiche d'essai che proiettano documentari durante tutto l'anno. I miei cinema preferiti sono Rialto, Kriterion, Studio K e Cinecenter, tutti caratterizzati da un'atmosfera un po' alternativa che ricorda Berlino.

    Dal 2012 l'IDFA ha una nuova fantastica sede: il Museo del Cinema EYE. Questo strabiliante teatro e museo del cinema attira gli appassionati di film tutto l'anno. Se ti bruciano gli occhi e vuoi evadere dall'oscurità, prenota un tavolo all'annesso ristorante, che non solo serve ottimo cibo ma offre anche una vista mozzafiato della città. È il luogo ideale per riflettere su quanto si è visto, ammirando il tramonto e sorseggiando un buon bicchiere di vino.

  • Una serata al museo
    Marloes Tervoort, martedì 3 settembre 2013

    Ricordo ancora molto bene quella prima serata 'Night at the Museum' ad Amsterdam. I miei colleghi e io avevamo acquistato i biglietti con largo anticipo ed eravamo entusiasti all'idea di ballare fino a notte fonda al museo. Per noi era ovvio: non potevamo perderci questo evento. Mi vedo ancora mentre mi scateno sulla musica di DJ Per al Tropenmuseum, dopo essere stata allo Stedelijk, al Rijksmuseum e al Museo della Storia Ebraica, giusto per non farmi mancare nulla. Tanto divertimento in una sola notte richiede una pianificazione efficiente, nonché una buona bicicletta.

    L'evento 'Night at the Museum' (notte al museo) è stato organizzato per la prima volta nel 2000, quando un gruppo di studenti ha introdotto il concetto ad Amsterdam. L'idea è nata a Berlino, dove da anni 'Die Lange Nacht der Museen' riscuote grande successo. In collaborazione con diversi musei di Amsterdam, l'anno successivo gli ambiziosi studenti hanno organizzato una propria notte al museo, con l'unica differenza che l'iniziativa era rivolta esclusivamente a un pubblico giovane.

    'Night at the Museum' è un appuntamento annuale fisso nella mia agenda, anche perché è l'occasione perfetta per flirtare, cioè... intrattenere conversazioni interessanti con un pubblico molto selezionato di cittadini amanti della cultura. E non sono stata l'unica a essere conquistata immediatamente. Se la prima notte ha attirato circa 15.000 visitatori, ormai il numero è quasi raddoppiato.

    Sebbene si tratti di un evento rivolto principalmente agli abitanti del luogo, i turisti non hanno motivo di sentirsi esclusi; infatti il 10 per cento dei biglietti in prevendita viene acquistato all'estero. Nei giorni che precedono l'evento i turisti possono comprare un biglietto al prezzo di 18 euro, comprendente il trasporto pubblico in città (molto utile per chi non possiede una bicicletta). Se vuoi essere sicuro di non perderti nulla, scarica la app 'Night at the Museum' che ti aiuta a pianificare l'itinerario perfetto. Ti indica persino il grado di affollamento di alcuni musei in un momento specifico, così da aumentare le probabilità di flirtare con successo!

  • Fate largo a 'De Parade'
    Marloes Tervoort, giovedì 6 giugno 2013

    Il festival del teatro itinerante De Parade vanta fama internazionale. Da giugno ad agosto, si svolge in successione all'Aia, Utrecht, Rotterdam e Amsterdam. Nonostante le estati olandesi non siano caratterizzate da un clima tropicale, l'evento De Parade trasforma ogni estate in una festa calda e avvolgente. Penso che ciò sia dovuto all'atmosfera nostalgica, con le piccole tende da circo che fungono da teatri, le capanne improvvisate utilizzate temporaneamente come ristoranti e la giostra al centro. De Parade crea un ambiente gioioso che attira un folto pubblico composto in prevalenza da trentenni.

    Quando De Parade arriva in città divento euforica e non posso fare a meno di andarci. Tutto è cominciato 15 anni fa, quando improvvisamente mi accorsi della grande eccitazione dovuta a un piccolo festival dall'atmosfera allegra e divertente che allora non conoscevo. Mi innamorai subito della Parade: che ambiente fantastico, che gioia nell'aria, che gente meravigliosa! In quel periodo arrivavo spesso tardi al lavoro con i postumi della sbornia... Ho partecipato all'evento ogni estate successiva e ho assistito all'evoluzione del festival, che diventava sempre più popolare e attirava un numero crescente di spettatori. Tutti volevano essere presenti e i biglietti iniziavano a scarseggiare. Anche il pubblico è cambiato e ad un certo punto la folla era addirittura eccessiva. Forse ho saltato un anno o due a causa del grande successo riscosso dalla manifestazione.

    Tuttavia, più di vent’anni dopo, la fondazione De Parade ha riscoperto le sue radici. Con 260.000 visitatori il festival attira molta più folla rispetto ai primi anni, ma non è un problema poiché l'evento si è evoluto. Ora vi sono più attrazioni e, con il passare del tempo, i provinciali si sono stancati di questo ricettacolo di stranezze. Oggi che ho dei figli il festival mi regala una gioia doppia. Nei pomeriggi ci vado con i bambini che adorano la giostra, mentre la sera ci ritorno con gli amici per evocare i bei tempi passati e creare nuovi ricordi di cui potremo parlare tra dieci anni. Però la prospettiva di incontrare per caso mia figlia al bar non mi entusiasma affatto. Quando quel giorno arriverà, la Parade diventerà solo un bel ricordo per me.

  • Molto più di un festival del jazz
    Marloes Tervoort, martedì 4 giugno 2013

    Tradizionalmente l'Aia era la culla del più importante festival olandese del jazz, di grande prestigio internazionale. Quando il North Sea Jazz si è trasferito a Rotterdam nel 2006, lo stuolo di fan entusiasti è rimasto un po' disorientato. Nonostante le due città non siano molto distanti una dall'altra, sono caratterizzate da atmosfere assai diverse. Inoltre il festival aveva un legame talmente stretto con l'Aia che a Rotterdam ha dovuto costruirsi una tradizione completamente nuova.

    Sono ormai trascorsi sette anni e sembra che le basi siano state gettate. Il festival è ancora molto apprezzato dagli amanti del jazz, ma attira un pubblico più vasto. Ciò non sorprende considerati i nomi importanti che ogni anno popolano il cartellone: Alicia Keys, Seal, Lenny Kravitz, Erykah Badu, Van Morrison e Adele, per citarne solo alcuni. Logico, quindi, che il festival registri sistematicamente il tutto esaurito in un batter d'occhio.

    Anch'io ho assistito al festival diverse volte e ho visto alcuni dei celebri artisti sopra citati, grazie all'aiuto di un amico che lavorava dietro le quinte. Una fortuna non da poco, dal momento che i biglietti non sono certo economici. Ai biglietti d'ingresso, di per sé già costosi (79 euro al giorno, 169 euro per un passepartout di 3 giorni), si aggiungono bevande e spuntini dai prezzi piuttosto salati. C'è da dire però che, al posto di birra e patatine fritte, puoi gustare ostriche e champagne in grande stile.

    Per me il culmine delle ultime edizioni è stato Prince (Prince!), che si è esibito in uno spettacolo sensazionale. In una sala straripante di fan entusiasti ed esultanti, la star ha eseguito i suoi numeri più famosi. In seguito ho sentito alcune persone lamentarsi della scarsa qualità dell'acustica. Ma probabilmente non avevano bevuto abbastanza champagne e avevano mangiato un'ostrica di troppo.

  • Il vento soffia verso Ovest
    Marloes Tervoort, lunedì 27 maggio 2013

    Lo ammetto, è piuttosto distante da dove abito, poiché devo andare oltre il Museo della Navigazione e la Stazione Centrale e percorrere tutta Haarlemmerstraat, ma ne vale sempre la pena. A volte ci vado per fare un picnic sui prati del Westerpark, mentre in altre occasioni mi fermo a comprare brioche e caffè al 'Bakkerswinkel' prima di proseguire nell'oscurità in direzione dell'accogliente cinema 'Ketelhuis' per assistere alla proiezione di un bel film.

    In passato il Cultuurpark Westerpark, che la gente del posto chiama Westergasterrein, non offriva così tante attrazioni culturali. Quando studiavo ancora e uscivo spesso la sera, il Westergasterrein era prevalentemente un luogo dedicato ai festival, con immensi party nel 'Gashouder' che ti stordivano sempre di più con il passare delle ore, tanto da non ricordare nemmeno dove fosse l'uscita. Non è impresa facile sapere dove ci si trova dopo avere bevuto diversi bicchieri in un'affollata stanza circolare con musica e strobo.

    Successivamente mi sono affezionata al bar/ristorante Pacific Parc. La serata ha inizio con dell'ottimo cibo e, dopo cena, i tavoli vengono spostati per lasciare spazio a un DJ che propone musica rilassante. È la soluzione ideale se non hai voglia di cercare un posto per ballare dopo cena e se non vuoi perdere la metà del tuo gruppo di amici perché sono svogliati e decidono di andare a casa (un rischio reale in un gruppo di una trentina di persone). Un luogo ideale anche per giovani di una trentina d'anni, infatti il Pacific Parc attira un pubblico variegato per età, stile e provenienza.

    A mio avviso una delle novità migliori del parco è il North Sea Jazz Club, che ospita spettacoli dal vivo dal giovedì al sabato. Il venerdì e il sabato servono anche da mangiare. Per informazioni aggiornate consulta il calendario degli eventi, dall'eccentrico mercatino domenicale ai concerti all'aperto e ai festival, come la settimana della moda di Amsterdam in luglio o il festival del cinema per bambini Cinekid in ottobre. E se non ami pedalare, c'è una fermata del tram vicina.

    Cultuurpark Westerpark, Polonceaukade 27, Amsterdam

  • Per un pubblico brizzolato e non
    Marloes Tervoort, mercoledì 24 aprile 2013

    Se ti trovi a Museumplein e ammiri la magnifica sala da concerto Concertgebouw in stile neoclassico, fai fatica a immaginare che nel 1881, quando venne approvata la costruzione dell'edificio, questo luogo non era altro che un terreno paludoso. Oggi, con lo Stedelijk Museum riaperto di recente ubicato in posizione diagonalmente opposta, e il Rijksmuseum completamente rinnovato quasi di fronte, questo è il centro culturale per eccellenza.

    Ho vissuto numerose esperienze al Concertgebouw. Ho visto l'astro nascente Wouter Hamel e ho assistito spesso ai concerti di musica classica la domenica mattina, ancora mezza addormentata e circondata da un pubblico in prevalenza brizzolato. Tuttavia gli spettacoli TRACKS (concerti brevi e coinvolgenti, della durata di un'ora, che hanno luogo ogni ultimo giovedì sera del mese) sono i miei preferiti, e non per via dei cocktail dopo-concerto serviti nel foyer dalle pareti in vetro nell'ala laterale dell'edificio. Mi piace anche il pubblico che attirano: trentenni e quarantenni che vanno volentieri a sentire un bel concerto ma che non sempre ne hanno il tempo, poiché devono lavorare, praticare sport, riposare e crescere i figli.

    Nel 2013 il Concertgebouw celebra il 125o anniversario della fondazione, dopo avere acquisito fama mondiale grazie alla presenza sul suo palcoscenico di grandi nomi quali Rachmaninov, Mahler, Strauss, Maria Callas e Cecilia Bartoli. Per celebrare questo prestigioso passato, ogni mese dell'anno 2013 è dedicato a un tema diverso, come ad esempio 'Ruggenti anni Venti' in aprile, 'Anni Sessanta' in agosto e 'Schiaccianoci e dive' in settembre. Il programma completo è disponibile sul sito web (anche in inglese).

    E il fatto che presto assisterò a un concerto per scuola materna dimostra che ormai il Concertgebouw è adatto a ogni età. Accompagnerò tre bambine entusiaste a un concerto per archi. Si tratta di una fantastica opportunità per abbassare l'età media.

    Concertgebouw, Concertgebouwplein 10, Amsterdam

  • Viva la regina!
    Marloes Tervoort, martedì 23 aprile 2013

    Una bandierina rossa-bianca-blu disegnata sulla guancia. Vestitino arancione. La strada colma di persone. Birra alla spina a ogni angolo. Il divertente mercato dove ognuno cerca di vendere tutti gli oggetti ritrovati in soffitta. Il profumo della carne appena cucinata sulla griglia. La musica che si diffonde dagli altoparlanti. Adoooooro il Giorno della Regina!

    A volte mi chiedo che effetto fa agli ignari turisti ritrovarsi immersi in questa versione arancione del carnevale di Rio. Cosa fa qui tutta questa gente? Com'è possibile che i sobri olandesi siano improvvisamente tanto espansivi? E perché sono tutti vestiti di arancione?

    Niente panico, la follia arancione dilaga solo un giorno all'anno (tranne quando ci sono i campionati europei o i mondiali di calcio, naturalmente). Il 30 aprile festeggiamo il compleanno della nostra regina, perché in fondo, un pochino nazionalisti lo siamo. In realtà la regina Beatrice non compie gli anni in questo giorno, bensì il 31 gennaio. Tuttavia ha proclamato l'ultimo giorno di aprile festa nazionale, perché in quella data compieva gli anni sua madre, la regina Giuliana. Una saggia decisione, dal momento che alla fine di aprile il clima è più gradevole che in gennaio per sorseggiare una birra all'aperto.

    Il Giorno della Regina viene celebrato in ogni parte del paese, ma per un'esperienza unica molti olandesi si recano ad Amsterdam. Mentre in passato trascorrevo il giorno della regina immancabilmente nel quartiere Jordaan, caratterizzato da un simpatico mercato, caffè invitanti e un pubblico attraente, negli ultimi anni sono rimasta nel quartiere dove abito, il Watergraafsmeer. Qui regna la tipica atmosfera che animava il Giorno della Regina in passato e che si ritrova ancora in molti villaggi olandesi: giochi, cordialità e simpatia, giostre, maquillage e teatro di marionette per i bambini.

    Ma la festa inizia già la sera prima, durante la Notte della Regina, con una grande cena di quartiere per strada. Per l'occasione indosso lo stesso abitino arancione e ho la bandierina disegnata sulla guancia. Con il piatto pieno di buona carne fumante e il bicchiere colmo di birra. Viva Beatrice! Viva la regina!

  • Un tempio dell'arte
    Ulrike Grafberger, lunedì 15 aprile 2013
  • Assisti al Festival Internazionale del Film di Rotterdam
    Heather Tucker, martedì 5 marzo 2013
    La 42a edizione del Festival Internazionale del Film di Rotterdam (IFFR) si è svolta dal 23 gennaio al 3 febbraio 2013. Ho iniziato ad assistere a questo festival nel 2010, dopo avere notato per strada un manifesto che lo annunciava, ma allora non avevo idea di cosa fosse. Ogni anno questo evento mi entusiasma moltissimo e cerco di vedere sempre più film rispetto all'anno precedente (cosa non difficile, dal momento che ho cominciato guardandone uno solo). Quest'anno non ha fatto eccezione.

    Perché assistere a un festival del cinema? Complessivamente sono stata fortunata. Quest'anno, solo durante un paio di film mi sono chiesta quanto mancasse alla fine, mentre diversi film mi hanno fatto applaudire entusiasticamente. Uno mi ha fatto addirittura saltare sulla sedia, per ben due volte, ma ho cercato di fare finta di tirare su il cappotto per scaldarmi. Tuttavia la sorpresa più grande per me era contenuta in un documentario tedesco.

    Quando mi sono seduta per guardare un film dedicato all'Alzheimer, pensavo che avrei trascorso 88 minuti ringraziando il cielo che nessun membro della mia famiglia né io soffriamo di questa malattia. Ma non è stato così. 'Vergiss mein nicht' (Non ti scordar di me) è un documentario personale di David Sieveking che mostra la vita quotidiana della madre del regista, affetta da Alzheimer, dando uno sguardo anche al passato della donna e ai suoi ruoli di madre, moglie, ex femminista e attivista. Invece di guardare un film circondata da fazzolettini e lacrime, ho osservato come una famiglia, in modo simile a quando si riesce a fare ordine solo dopo avere creato una confusione ancora più grande, ha accettato e imparato a convivere con la nuova Gretel cambiata dall'Alzheimer.

    A mio parere, questo è il motivo per cui bisognerebbe assistere a un festival del cinema. Per scoprire delle perle che altrimenti potrebbero passare inosservate. Per ascoltare e vedere storie che diversamente potrebbero rimanere sconosciute. Inoltre si tratta di un'esperienza divertente, e di un evento che anima fortemente la città.

    Se intendi assistere al prossimo Festival Internazionale del Film di Rotterdam, le informazioni seguenti, che includono domande frequenti e suggerimenti, potrebbero essere utili per pianificare la tua visita.

    Domanda: Non parlo olandese né altre lingue straniere. Potrei capire comunque i film?

    Risposta: Tutti i film in programmazione al festival hanno il parlato o i sottotitoli in inglese, tranne quelli contrassegnati da d.s. (sottotitoli in olandese), f.s. (sottotitoli in francese) o n.d. (nessun dialogo). In caso di dubbi puoi rivolgerti ai banchi informazioni o consultare il sito web.

    Domanda: Quali cinema della città vengono utilizzati?

    Risposta: Quest'anno gli eventi e le proiezioni erano distribuiti in 15 sedi diverse. Tuttavia la maggior parte delle manifestazioni ha luogo presso i seguenti centri: De Doelen, Pathé Schouwburgplein, Rotterdamse Schouwburg, Cinerama, Oude Luxor e LantarenVenster. Le cartine sono disponibili sia presso i vari centri sia online.

    Domanda: Come faccio a pianificare i film che desidero vedere?

    Risposta: Il festival del cinema è molto popolare e alcuni film potrebbero registrare velocemente il tutto esaurito, quindi conviene essere preparati. La prima cosa da fare consiste nel creare un account sul sito web del Festival Internazionale del Film di Rotterdam, in modo da essere pronti quando arriva il momento di acquistare i biglietti. Dopodiché bisogna tenere d'occhio la programmazione.

    Il programma completo del festival viene pubblicato come inserto del quotidiano 'Volkskrant' nonché sul sito circa una settimana prima dell'inizio dell'evento. La prevendita dei biglietti online comincia poco dopo. I possessori della carta Tiger Friends e Unlimited Pass possono acquistare i biglietti con un giorno di anticipo. Non appena il programma viene pubblicato, ti conviene decidere cosa vuoi vedere e quando. Ricorda di prendere nota della data di prevendita, in modo da ottenere i biglietti che desideri.

    Domanda: Quanto costa un biglietto?

    Risposta: Nel 2013 il costo del biglietto variava da 8 a 11 euro, a seconda della durata del film. Sono disponibili diverse carte che consentono di ottenere sconti (ad esempio la Tiger Discount Card) nonché alcuni pacchetti vantaggiosi (ad esempio UPC Cinema Day).

    Altri suggerimenti:

    • Spesso i cortometraggi fanno parte di compilation comprendenti più proiezioni. Tieni conto di questa possibilità quando scegli e prenoti i film che vuoi vedere. Il sito web indica se un determinato film appartiene a una compilation.
    • In alcuni casi il regista e/o altri rappresentanti sono presenti alla proiezione e al termine del film rispondono alle domande del pubblico.
    • Prima di acquistare i biglietti verifica la durata del film, la sede in cui viene proiettato il film successivo e l'orario di inizio. Se devi spostarti dal cinema Pathé al LantarenVenster e ci sono solo cinque minuti
    • tra un film e l'altro, non arriverai in tempo.
    • Nelle sale di proiezione i posti non sono numerati.
    • Solitamente è possibile accedere alle sale circa 15 minuti prima dell'inizio della proiezione.
    • I biglietti ancora disponibili un'ora prima dell'inizio di un film vengono venduti a metà prezzo presso il 'Last Minute Ticket Shop'.
  • Viva la musica dal vivo
    Candy Dulfer , martedì 5 marzo 2013

    Alcuni artisti preferiscono chiudersi in uno studio quando registrano un CD. Evitano il palco, hanno paura di commettere errori. Personalmente ritengo che niente sia paragonabile all'esibizione live, poiché non vi è nulla di più reale. Anche i minimi sbagli vengono notati, ma non importa. A volte spero persino che qualcosa vada storto, perché allora ha inizio il vero divertimento. Adoro la spontaneità e l'improvvisazione. I musicisti sentono quando sono veramente sintonizzati con il pubblico e per tale motivo non mi piace suonare in ambienti con le luci abbassate. Voglio vedere i volti degli spettatori e valutare le loro reazioni.

    Cerco di assistere al maggior numero possibile di esibizioni perché mi piace vedere i musicisti suonare dal vivo. Inoltre è un ottimo modo per individuare artisti con i quali potrei potenzialmente lavorare. Uno dei miei locali preferiti è il Jazzcafé Bar Alto di Amsterdam. Lì c'è musica dal vivo ogni sera e il mercoledì il palco appartiene a mio padre, Hans Dulfer. L'atmosfera è sempre molto gradevole; gli spettatori applaudono e il pubblico è formato da gente del posto, turisti e stranieri che risiedono in Olanda.

    Un altro locale che frequento spesso è il Club Dauphine a Bernhardplein. Qui puoi assistere alle esibizioni di artisti di alto livello e gustare un'ottima cena allo stesso tempo. Questo locale è ispirato al Blue Note Club e offre intrattenimento di altissima qualità. È piuttosto cosmopolita ed elegante.

    Coloro che desiderano esplorare la scena della musica locale di Amsterdam dovrebbero andare al Badcuyp in Albert Cuypstraat. Inoltre ogni lunedì sera alcuni studenti dell'Accademia Musicale si ritrovano per suonare al Nel, nel quartiere Amstelveld. Insomma, Amsterdam offre numerose possibilità di trascorrere una serata all'insegna dello swing.

    Chi è Candy Dulfer

    La sassofonista Candy Dulfer si esibisce da quando aveva 7 anni ed è un'artista nata. Ha lavorato con grandi nomi della musica come Prince, Beyoncé, Van Morrison, Aretha Franklin e Angie Stone, ha vinto diversi premi con i suoi album e sale sul palco ogni volta che può.

  • Quattro sane risate
    Marloes Tervoort, mercoledì 13 febbraio 2013

    Per me, trascorrere una serata in un seminterrato è come respirare una boccata d'aria fresca. Dopo un'avvilente giornata di luce, mi sento subito a mio agio in quello che considero il mio elemento. Mi succedeva la stessa cosa nel bar della cantina dell'edificio dove studiavo. Entrare alle cinque del pomeriggio per bere qualcosa significava uscirne ubriaca sei ore dopo. Al Toomler mi comporto meglio, ma lo trovo altrettanto accogliente.

    Questo locale offre intrattenimento da parte di artisti comici, alcuni naturalmente più divertenti di altri. Nonostante Toomler sia gestito da persone olandesi, spesso propone spettacoli di cabarettisti stranieri in lingua inglese. Inoltre organizza il 'Comedytrain International Summer Festival', che ha già ospitato nomi prestigiosi come ad esempio Arj Baker, Glenn Wool e Dwight Slade.

    Il locale Boom Chicago, situato a Leidseplein, offre uno spettacolo in stile americano. La troupe teatrale è stata fondata nel 1993 e produce spettacoli che mettono alla berlina la politica e gli eventi sociali olandesi. È un'esperienza divertente per i turisti, che riconoscono le abitudini e le usanze del posto, ma anche noi olandesi possiamo trarre qualche utile insegnamento. Parlo per esperienza personale. È sempre interessante scoprire come gli altri ci vedono e rendersi conto che alcune usanze e attività olandesi sono effettivamente piuttosto strane. L'argomento preferito per la satira è la maleducazione del personale di ristoranti e bar, ma non meno presa di mira è la celebrazione annuale della festa di Sinterklaas.

    Toomler, Breitnerlaan 2, Amsterdam
    Boom Chicago, Leidseplein 12, Amsterdam
    Comedy Café Amsterdam, Max Euweplein 43-45, Amsterdam

  • Viva la Spagna in Olanda
    Racheda Kooijman, lunedì 7 gennaio 2013

    È possibile che in ogni olandese si celi segretamente un focoso spirito spagnolo? Gli olandesi, apparentemente calmi e compassati, sono forse animati interiormente da fervore e passione? Ciò spiegherebbe perché la Spagna è una destinazione di vacanza prediletta e perché il flamenco è tanto popolare in Olanda. In tutte le principali città olandesi vi sono scuole di flamenco e i biglietti vanno a ruba quando gli artisti spagnoli calcano i palchi olandesi. La prima Biennale, organizzata nel 2006, ha riscosso un successo strepitoso e da allora ogni due anni i migliori artisti di flamenco spagnoli si riuniscono in Olanda per presentare gli sviluppi più recenti. Gli organizzatori definiscono questo evento "Flamenco in molte chiavi diverse" per via dell'interazione con altre culture e altri generi musicali.

    Non aspettarti vestiti da ballo a pois, fan chiassosi, tipiche esclamazioni spagnole e altri cliché alla Biennale. Qui il flamenco viene presentato come una forma artistica, ossia ciò che è veramente. I ritmi diversi, le emozioni profondamente radicate e le parole intense sono accompagnati da balli che trasudano controllo fisico, forza e bellezza.

    A ogni festival partecipano sia artisti famosi che talenti in ascesa, e quest'anno non fa eccezione. Non mancheranno Belén Maya, Mayte Martín, Isabel Bayón e Diego Carrasco: tutti artisti di grande prestigio che hanno introdotto importanti innovazioni nel campo del flamenco. Se una visita alla Biennale costituisce il tuo primo approccio con il flamenco, non perderti la voce di Carmen Linares, i virtuosismi alla chitarra di Diego Del Morao e gli straordinari passi di danza di Israel Galván.