Una mostra sulla lotta degli olandesi contro l’acqua

11 aprile 2018

Il museo dell’alluvione

Il 1953 fu l’anno della grande inondazione della provincia della Zelanda causata dalla combinazione di un’alta marea primaverile e un ciclone extra-tropicale abbattutosi sul Mare del Nord. Dopo questa tragedia, i Paesi Bassi hanno lavorato duramente ad una nuova difesa costiera: il paese venne circondato da una diga, la costa venne abbreviata, il letto dei fiumi allargato e l'acqua piovana fu pompata ed espulsa. Ma purtroppo le inondazioni stanno aumentando di numero e intensità in tutto il mondo anche a causa dei cambiamenti climatici che portano precipitazioni sempre più estreme e il conseguente innalzamento del livello dei mari. Tutti questi cambiamenti stanno obbligando gli olandesi a ripensare nuovamente al loro futuro rapporto con l'acqua. La lotta contro le inondazioni infatti non è ancora stata vinta.

Nel quarto cassone che compone il complesso del Museo della Lotta contro l’Acqua, “il Watersnoodmuseum” proprio la grande inondazione del 1953 viene presa come punto di partenza per la nuova esposizione che vuole mostrare come sviluppare, nel presente e nel futuro, le risorse idriche disponibili. Ogni giorno centinaia di persone lavorano per mantenere il paese asciutto. Ma cosa succede nelle altre nazioni? Per scoprirlo basta utilizzare il gioco interattivo scegliendo tra i due scenari 'Problemi idrici' e 'Una lotta quotidiana' e iniziare così a scavare polder, costruire dighe e drenare l'acqua in eccesso pompandola nell'acquedotto.

Nella mostra un’attenzione particolare è stata anche rivolta al ruolo delle alluvioni nella cultura e nella politica nei diversi momenti storici. Quasi ogni giorno purtroppo ci sono alluvioni in tutto il mondo, spesso con molte vittime e grandi danni. Il messaggio della mostra vuole proprio chiarire che la battaglia contro l'acqua non è ancora stata vinta.

http://www.watersnoodmuseum.nl/UK/