Storie d'Olanda: Acqua – Il ruolo dell'acqua nella vita dei Paesi Bassi - Holland.com
Storie d’Olanda

Acqua

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I Paesi Bassi e la convivenza con l'acqua

Esiste un elemento ricorrente che permea la storia dei Paesi Bassi e unisce la sua gente: l'acqua.  Dalle tribù del Mesolitico che cacciavano spostandosi in canoa fino agli esploratori che salpavano e si avventuravano oltre i confini del mondo conosciuto, da sempre i Paesi Bassi e gli olandesi hanno un legame unico con l'acqua. Nonostante lo scrittore romano Plinio il Vecchio la descrivesse come "una terra misera, inondata due volte al giorno", gli olandesi sono stati capaci di trasformarla in una delle nazioni più prospere del mondo. L'acqua è vita, e non è possibile farne a meno.
Qualunque sia il legame con questo elemento, ad esempio una vita trascorsa solcando i mari del pianeta, navigando in canali idilliaci o pescando i prodotti migliori, il rapporto degli olandesi con l'acqua è noto e rispettato a livello internazionale. Non si tratta di un amore ordinario, ma di una relazione forgiata attraverso la storia e le generazioni, un legame che si consolida giorno dopo giorno. L'acqua è parte del DNA dei Paesi Bassi. Grazie all'acqua, gli olandesi hanno creato la prima rete di trasporto pubblico del mondo, servendosi di imbarcazioni destinate al trasporto di passeggeri per raggiungere territori altrimenti inarrivabili nel XVII secolo. Inoltre l'acqua ha ispirato alcuni tra i principali eventi culturali del paese, come l'Elfstedentocht (il "Tour delle undici città"), una gara di pattinaggio sui canali ghiacciati che si estende su un percorso di circa 200 km. La convivenza con l'acqua ha plasmato il carattere schietto e pragmatico degli olandesi che, per sopravvivere, hanno dovuto lavorare insieme con risolutezza. A tale approccio il vocabolario olandese dedica persino un termine specifico che fa riferimento all'acqua: poldermodel.

L'acqua non solo ha un impatto sulla vita degli olandesi, ma è una presenza costante in tutto il Paese: un quinto della superficie totale dei Paesi Bassi è formato da acqua. Il rapporto degli olandesi con l'acqua deve obbligatoriamente basarsi sulla ricerca di equilibrio: è una questione di vita o di morte! Benché l'acqua sia tenuta in grande considerazione, in passato è stato necessario combattere contro questo elemento per quasi ogni porzione di terra ora abitata. Già nel XIV secolo veniva sottratta terra al mare per creare zone abitabili. Oggi tale opera prosegue non solo per far prosperare la natura, ma anche per costruire città moderne. Circa un terzo dei Paesi Bassi si trova sotto il livello del mare e senza l'affascinante paesaggio caratterizzato da fossi, canali, laghi, fiumi, mulini a vento, polder e argini, metà territorio sarebbe allagato.

Chi ha la fortuna di visitare i Paesi Bassi percepisce subito la presenza di questo legame speciale. Oltre ai canali che costeggiano le strade e alle case galleggianti che si susseguono lungo i corsi d'acqua, vi sono mulini a vento monumentali, riserve naturali ricche d'acqua, antiche stazioni di pompaggio, spiagge meravigliose, musei magnifici e siti patrimonio dell'UNESCO tutti da scoprire. Esplora i Paesi Bassi e lasciati affascinare dal legame straordinario che intercorre tra gli olandesi e l'acqua.

Sapevi che?

Nei Paesi Bassi si contano più di 10.000 case galleggianti.

La coltivazione di canne nelle zone umide dei Paesi Bassi

Una delle mete più affascinanti dei Paesi Bassi è il parco nazionale Weerribben-Wieden, un ambiente bucolico ricco di natura, fattorie animate ed edifici storici. In questo luogo, oltre ai corsi d'acqua solcati da numerose imbarcazioni, ai percorsi ciclabili e alle abitazioni secolari con il tetto di paglia, sorge la casa di Johan e Yfke de Dood, coltivatori di canne la cui famiglia lavora la terra da sette generazioni.

"L'acqua è sempre stata parte della mia vita", racconta Johan mentre sorseggia una tazza di caffè nell'area didattica dell'azienda di famiglia. "Questo ambiente paludoso racchiude una ricca storia per me e per i miei antenati." La zona umida a cui si riferisce è il parco nazionale Weerribben-Wieden, ovvero la più estesa palude torbosa dell'Europa nord-occidentale, dove meravigliosi laghi, stagni e canali si alternano a torbiere, canneti e boschi. "Mi sento come se fossi in vacanza ogni giorno", aggiunge Johan, "questo posto è bellissimo. Lavoriamo in un meraviglioso angolo di terra, popolato da innumerevoli piante e animali straordinari."

Grazie all'acqua, non esistono due giorni uguali per la famiglia De Dood. "L'acqua non sta mai ferma e non si muove mai nello stesso modo", spiega Yfke. "Può essere tranquilla o devastante. Quando esisteva ancora lo Zuiderzee si verificarono diverse rotture degli argini, eventi che diedero forma all'area in cui viviamo oggi. Questo fa sì che lavorare qui sia ancora più affascinante e rendendo ogni giorno è diverso dall'altro."

La nostra attività non è un lavoro, ma uno stile di vita.

Oltre a dedicarsi alla coltivazione delle canne, la famiglia si occupa della tutela della natura circostante e offre ai visitatori informazioni interessanti sulla zona e sulle attività svolte. "Molte persone non hanno idea di quello che facciamo e di quali ne siano le motivazioni", spiega Johan. "Mi auguro che divulgare la nostra conoscenza sia utile affinché le persone comprendano meglio l'importanza della natura e dell'acqua, e di conseguenza abbiano maggiore cura del pianeta."

Come suo padre, suo nonno e il suo bisnonno prima di lui, Johan conosce a fondo ogni centimetro della propria terra. Sa perfettamente dove vivono le lontre e dove nidificano le albanelle. "Appartengo, o meglio apparteniamo, a questo posto. È un legame molto forte", dichiara mentre, assorto, scruta la terra che ha contribuito a definire la sua famiglia per generazioni.

Anche il figlioletto Joey è totalmente a suo agio tra i canneti e Johan spera che possa portare avanti la tradizione di famiglia. "Se Joey desidera portare avanti l'azienda di famiglia come esponente dell'ottava generazione di coltivatori di canne, avrà la stessa opportunità che i miei genitori hanno offerto a me", dichiara. "Sarebbe bello se potessimo mantenere viva questa tradizione, ma tutto dipenderà dalla scelta di Joey."

I suggerimenti da intenditore Johan e Yfke de Dood
"Esistono numerosi luoghi che consentono di comprendere il rapporto che intercorre tra gli olandesi e l'acqua. Basta esplorare i polder per percepire la presenza di tale legame e capire l'importanza di aver creato una terra propria, su cui vivere e lavorare. Ogni polder è unico e presenta un carattere particolare. L'area in cui viviamo è davvero speciale. Qui puoi immergerti nella natura senza incontrare nessuno e contemplare la vita in compagnia di una lontra."
La gestione delle acque
Come l'acqua ha plasmato gli olandesi

La gestione delle acque e il continuo mutamento del paesaggio olandese

Nel gennaio del 1953, una tempesta senza precedenti si abbatté sui Paesi Bassi. Una violenta burrasca, accompagnata da alta marea, fece salire il livello del mare a un'altezza eccezionale. Mentre la gente dormiva, apparentemente al sicuro, gli argini si ruppero e il regione venne inondato. In assenza di radiocomunicazioni di emergenza ed essendo le stazioni meteorologiche chiuse, i messaggi di allerta non arrivarono. Questo evento viene ricordato come la più grave inondazione della storia dei Paesi Bassi, che provocò oltre 1.800 morti e l'evacuazione di 70.000 persone.

A seguito dell'inondazione causata dal Mare del Nord nel 1953, localmente nota come Watersnoodramp, il popolo olandese si ripromise di non lasciare mai più accadere una tragedia simile. Sebbene il paese avesse dovuto affrontare numerose inondazioni nel corso della storia, nessuna era stata così devastante come quella del 1953. Tale evento gettò le basi per la realizzazione delle opere del Piano Delta, una rete di dighe, argini, chiuse e barriere anti tempesta. È composta da 13 sezioni che insieme formano il più grande sistema di protezione dalle inondazioni del mondo ed è una delle sette meraviglie del mondo moderno.

Tra le opere del Piano Delta, la barriera anti-mareggiata che sorge nella Zelanda è spettacolare: si tratta di una costruzione in calcestruzzo talmente imponente da richiedere 50 anni per essere completata. Salire sull'immensa struttura e osservare l'ingente quantità di acqua che scorre sotto i propri piedi è un'esperienza impressionante. La città di Zierikzee ospita un monumento molto toccante: una statua in bronzo che raffigura una madre nell'atto di proteggere il proprio bambino, eretta in memoria delle vittime dell'inondazione del 1953. A Ouwerkerk, nella Zelanda, circa 60 km a sud di Rotterdam, il Watersnoodmuseum è il luogo ideale per scoprire l'impatto che l'acqua ha avuto sui Paesi Bassi. Formatasi a seguito dell'alternanza di alta e bassa marea nei mesi che seguirono l'inondazione del 1953, la baia che confina con il museo sull'isola di Schouwen-Duiveland ospita oggi una straordinaria varietà di flora e fauna.

Oltre alle gigantesche strutture del Piano Delta, un altro elemento essenziale del sistema di gestione delle acque dei Paesi Bassi è la diga Afsluitdijk. Questa colossale diga lunga 32 km, che dal 1931 protegge il paese dalla forza del mare, è un simbolo nazionale del legame tra il popolo olandese e l'acqua. Una targa in bronzo a rilievo, posta sul monumento eretto in onore di questa imponente opera ingegneristica, riporta le seguenti parole: Een volk dat leeft bouwt aan zijn toekomst ("Un popolo che vive costruisce il proprio futuro"). Un giusto tributo alla perseveranza del popolo olandese nel domare l'acqua con cui convive.

Naturalmente lo sviluppo del sistema di protezione dalle inondazioni più avanzato del mondo ha richiesto molta pratica. A tale scopo, al termine della seconda guerra mondiale venne istituito il Waterloopkundig Laboratorium, un laboratorio di idrologia situato nel Flevoland. In questa struttura l'acqua veniva fatta entrare e uscire da modelli di prova di grandi dimensioni, senza l'uso di pompe; vasche di cemento venivano utilizzate per analizzare il moto ondoso e venivano costruiti modelli in scala di chiuse e porti. Tutto questo permetteva agli ingegneri olandesi di capire come sviluppare e realizzare progetti quali il Piano Delta.

L'impatto dell'acqua sulla vita del popolo olandese

Fino all'VIII secolo, le pianure olandesi erano occupate da paludi inabitabili. I mulini a vento erano essenziali per estrarre l'acqua dal terreno, allo scopo di formare nuove terre. Le pale dei mulini venivano utilizzate dalle comunità olandesi persino per annunciare un decesso o un matrimonio. Nel corso della storia dei Paesi Bassi, l'intricata rete di canali, argini, dune, dighe e mulini a vento utilizzati per pompare l'acqua, ha modellato il paesaggio. Qui, tra verdeggianti praterie, argini imponenti ed estese riserve naturali, i tulipani fioriscono rigogliosi, le fattorie prosperano, la flora e la fauna abbondano. E, naturalmente, questo paesaggio tranquillo e pianeggiante è perfetto per fare escursioni in bicicletta.

È possibile osservare come è mutato il paesaggio visitando Beemster, il primo polder della storia olandese, sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Tra il 1607 e il 1612, vennero impiegati 43 mulini a vento per prosciugare il vecchio lago e creare questo polder. I primi titoli azionari al mondo furono emessi proprio per finanziare tale progetto; le persone che contribuirono ricevettero in cambio una porzione di terra sottratta al mare. Oggi il polder Beemster e quello vicino Schermer sono rimasti pressoché immutati rispetto all'epoca in cui furono realizzati e presentano tuttora incantevoli mulini a vento, corsi d'acqua, argini e mulini ristrutturati. Una meta imperdibile è De Eenhoorn, una tra le più imponenti delle 350 stolpboerderijen, le tradizionali case coloniche olandesi con il tetto a forma di piramide, che sorgono nella zona.

Sia esplorando l'antico porto in barca sia pernottando in una ex torre dell'acqua convertita in hotel, la magnifica città di Dordrecht Dordrecht è il luogo perfetto per scoprire in che modo gli olandesi convivono con l'acqua. La città più antica dei Paesi Bassi, che sorge nel punto di confluenza di più fiumi, ospita un migliaio di monumenti, alcuni dei quali sono stati trasformati in ristoranti, musei e teatri. A ridosso di Dordrecht si estende, su una superficie di circa 8.000 ettari, il parco nazionale De Biesbosch, uno straordinario bacino d'acqua dolce solcato da piccoli fiumi e ruscelli. Sebbene l'idea di percorrere torrenti sinuosi in canoa, attraversando boschi di salici, sia spesso associata ai monti Appalachi degli Stati Uniti, si tratta, in realtà, di un'esperienza molto apprezzata dai visitatori di questa particolare zona di acqua dolce soggetta al flusso delle maree.

Usare l'acqua per creare arte olandese di fama internazionale

In una ex fabbrica del vetro di Rotterdam, oggi riconvertita in un futuristico laboratorio d'arte, ingegneri e designer si impegnano per rendere possibile l'impossibile. Si tratta dello Studio Roosegaarde, noto anche come la Fabbrica dei sogni, fondato dall'artista, designer e architetto olandese Daan Roosegaarde. Circondato dalle sue creazioni avanguardiste, da installazioni che uniscono natura, design e tecnologia in forme sbalorditive che stimolano la riflessione, l'artista ricorda momenti della sua infanzia vissuta a Nieuwkoop, una città olandese conosciuta per i Nieuwkoopse Plassen: laghi poco profondi, oggi designati come monumento naturale dai quali, nel XVI secolo, veniva estratta la torba.
"Non avevo il permesso di giocare all'aperto finché non ottenni il diploma di nuoto", racconta Daan. "L'acqua era dappertutto e noi ci giocavamo, lo ricordo vividamente. Costruivamo capanne sugli alberi e tendevamo delle corde per passare da un isolotto all'altro, senza cadere in acqua."
L'esplorazione non finisce mai, il paesaggio cambia continuamente.
Daan Roosegaarde

Nel suo lavoro attuale si riflettono le esperienze raccolte vivendo in mezzo all'acqua e giocando con essa. "Attraverso l'esplorazione ho capito che il paesaggio non è qualcosa di finito, ma qualcosa di cui facciamo parte", afferma Daan. "Allora costruivo capanne sugli alberi, ora mi occupo di progetti come Waterlicht, con cui abbiamo creato un flusso virtuale utilizzando LED e lenti per sensibilizzare il pubblico in merito all'innalzamento del livello dell'acqua. Non è cambiato niente. Sono spinto dalla curiosità, dall'impulso irresistibile di esplorare."

Grazie alla sua esperienza nel creare arte che esplora la relazione tra l'uomo e la tecnologia, Daan è stato strettamente coinvolto nell'iniziativa Icoon Afsluitdijk, un progetto di design commissionato dal governo olandese, volto a mettere in risalto il valore iconico della diga Afsluitdijk. "La diga Afsluitdijk è uno dei luoghi più attraenti del mondo", dichiara Daan, "costruita a mano nel 1932. È una zona ostile, in cui tempeste, vento e pioggia si scontrano. In realtà si tratta dell'incontro tra natura e cultura, in tutta la loro potenza. Sono molto onorato di aver potuto contribuire al progetto."

Daan sostiene che da sempre l'arte olandese trae ispirazione dal paesaggio e che l'acqua fa parte dell'immaginario del popolo olandese. "Gli artisti olandesi sono stati sempre ossessionati dal paesaggio. Persino artisti quali Rembrandt e Rubens avevano una fissazione con l'acqua e il cielo olandesi. Li hanno dipinti migliaia di volte. Io mi sento profondamente olandese, conosco questo sentimento di amore e lotta nei confronti del paesaggio. Sono ingredienti eccellenti per stimolare la creatività."

I suggerimenti da intenditore Daan Roosegaarde
"Oltre alla diga Afsluitdijk, visiterei Kinderdijk. Ammirando i mulini a vento, è interessante provare a immaginare cosa pensasse la gente in quell'epoca. Probabilmente i mulini apparivano agli occhi delle persone come delle navicelle spaziali, come alieni atterrati sul nostro pianeta. Erano macchine progettate per aiutare l'uomo a gestire le acque e allo stesso tempo erano abitati. I mulini a vento, inoltre, appagano il nostro senso estetico. Si tratta di un esempio straordinario di come un oggetto estremamente pratico possa trasformarsi in poesia e di come la funzionalità possa alimentare la fantasia."
Arte, cibo e cultura
L'influsso dell'acqua

Come l'acqua influisce su arte, cibo e cultura

Nella sua poesia "Herinnering aan Holland" (Ricordo dell'Olanda), il grande scrittore olandese Hendrik Marsman scrive: "E in ogni provincia, la voce dell'acqua, foriera di disastri travolgenti, è temuta e ascoltata". È un'evocazione calzante dello spirito olandese: l'acqua forgia la personalità e di conseguenza la cultura della gente. È fonte di prosperità economica, ma anche di divertimento e creatività. Nei caldi mesi estivi le persone organizzano picnic e giocano sulle spiagge e in riva ai laghi, mentre in inverno pattinano sul ghiaccio.

L'acqua è un elemento costante dell'arte locale.  Gli elementi marini hanno affascinato i pittori olandesi fin dall'inizio della loro carriera. In tutto il paese è possibile ammirare opere d'arte ispirate all'acqua, dalle scene tempestose di Rembrandt alla gigantesca statua dell'artista britannico Antony Gormley, posta su una diga frangiflutti a ridosso della costa di Lelystad. Che si tratti di una tranquilla veduta marina, di canali ghiacciati o di un'epica battaglia navale tra i Paesi Bassi e la Spagna, la sperimentazione degli artisti olandesi con la luce, l'acqua e i colori ha conquistato tutti.

In tutto il paese è possibile contemplare, inoltre, esempi straordinari del movimento artistico noto come Land art (arte terrestre), tra cui spiccano le opere di artisti di fama mondiale che hanno tratto ispirazione dal paesaggio olandese. La maggior parte delle persone che desidera ammirare queste singolari creazioni artistiche visita la provincia del Flevoland che, oltre a essere la regione più estesa per la coltivazione dei bulbi da fiore, ospita riserve naturali, spiagge e architettura moderna. Infatti "Aardzee" (Mare di terra), una delle opere d'arte più importanti dei Paesi Bassi, realizzata dallo scultore olandese Piet Slegers, sorge al centro della provincia e rappresenta la trasformazione dello Zuiderzee in terraferma. L'opera "Exposure", una statua alta 26 metri che raffigura un uomo accovacciato intento a scrutare l'orizzonte sul lago Markermeer, realizzata da Antony Gormley, sorge su una diga frangiflutti nei pressi di Lelystad. Per creare questa gigantesca opera d'arte, Gormley ha tratto ispirazione dal paesaggio incontaminato circostante.

Oltre a usare il paesaggio come fonte di ispirazione, gli artisti contemporanei creano nuove forme d'arte utilizzando persino i materiali che gli olandesi adoperavano in passato per gestire le acque. Un esempio affascinante è l'opera "Deltawerk//" nel bosco Waterloopbos, una vasca in cemento lunga 250 metri che veniva utilizzata per testare i sistemi di protezione dalle inondazioni. La vasca è stata smontata e inondata dagli artisti Ronald Rietveld ed Erick de Lyon allo scopo di creare un monumento che rappresenti la lotta degli olandesi contro la forza dell'acqua". Tale opera è sia un'ode al passato e allo straordinario lavoro di ingegneria, sia un approccio radicalmente innovativo alla creazione di un nuovo retaggio culturale nei Paesi Bassi. Un altro esempio strabiliante è l'installazione "Gates of Light" di Daan Roosegaarde presso la diga Afsluitdijk, realizzata con un materiale catarifrangente che sfrutta la luce emessa dai fari delle auto per illuminare le monumentali chiuse. Mentre si percorre la diga un paesaggio futuristico prende vita, avvolgendo la colossale struttura e lo spazio circostante in una luce meravigliosa.

Pesca e agricoltura nei Paesi Bassi

L'acqua ha contribuito anche a far fiorire le attività commerciali nei Paesi Bassi, prima fra tutte la pesca. È proprio questo settore, sviluppatosi principalmente intorno all'ex Zuiderzee, che ha condotto i Paesi Bassi alla prosperità economica nel XV secolo. Composto in origine da un gruppo di piccoli laghi, noti in epoca romana con il nome di "Almeare", questo vasto mare interno si formò in seguito a una serie di inondazioni che ebbero luogo intorno al 1200. Nei secoli successivi, lo Zuiderzee divenne la linfa vitale delle comunità olandesi che vivevano lungo le sue sponde; tuttavia la navigazione nella regione era molto difficoltosa, poiché le navi venivano spesso fortemente danneggiate dalle tempeste o si capovolgevano nei bassifondi. A oggi sono stati rinvenuti centinaia di relitti su quello che un tempo era il fondale marino.

La costruzione della diga Afsluitdijk ha portato alla scomparsa dello Zuiderzee, al posto del quale sono stati creati, con la realizzazione della diga Houtribdijk nel 1975, prima il lago IJsselmeer e successivamente il lago Markermeer. Sebbene l'acqua salmastra si sia trasformata in acqua dolce e le riserve ittiche si siano impoverite, è ancora possibile apprezzare il ricco retaggio di questa zona visitando antiche città e storici villaggi di mare, quali Urk, Enkhuizen, Lemmer e Workum, tuttora permeati dalla cultura dello Zuiderzee, e dove ogni luogo presenta caratteristiche proprie. Scopri come vivevano gli olandesi in riva al mare visitando lo Zuiderzeemuseum di Enkhuizen. Situato in un incantevole villaggio di pescatori affacciato sul lago IJsselmeer, questo museo a cielo aperto fa rivivere la storia della gente che abitava intorno allo Zuiderzee.

Dall'altro lato del paese, nella provincia della Zelanda, il parco nazionale Oosterschelde è un mondo fatto di distese di fango, saline e banchi di sabbia. In questi luoghi esiste ancora un paradiso sottomarino popolato da ostriche, granchi, aragoste, molluschi, gamberi e molti altri tipi di pesci e crostacei. I centri di immersione della zona organizzano spedizioni alla scoperta di questo meraviglioso ambiente acquatico, senza tralasciare i ristoranti locali per gustare pescato freschissimo, tra cui le autentiche aragoste, ostriche e vongole di Oosterschelde.

L'influenza dell'acqua si vede anche sulla cucina olandese. Quando viene sottratta terra al mare, il terreno limaccioso che ne deriva è perfetto per ottenere erbe ricche e prodotti in abbondanza. Queste erbe hanno contribuito a far sì che le mucche olandesi siano tra le più apprezzate al mondo. La mucca Pauline Wayne, appartenente alla pregiata razza olandese Holstein-Friesian, ha persino fornito latte fresco a William Howard Taft, il 27o presidente degli Stati Uniti. Pauline viveva presso la Casa Bianca, pascolando nei prati circostanti, e curiosamente fu anche intervistata dal Washington Post.  

Le mucche ben nutrite dei Paesi Bassi producono un latte ricco di proprietà, che viene anche trasformato in un altro simbolo nazionale: il formaggio olandese.  Secondo i dati più recenti, gli olandesi si piazzano al terzo posto al mondo per consumo di latte. E se la cucina olandese non è molto conosciuta, il formaggio olandese è invece famoso in tutto il mondo.

Vita isolana nei Paesi Bassi

Con un cognome che in olandese significa "luccio", sembra inevitabile che Rein Snoek abbia sviluppato un forte legame con l'acqua. A questo si aggiunge il fatto che è originario di Urk, un antico villaggio di pescatori che in passato era un'isola, mentre ora è parte del Flevoland un polder creato sottraendo terra al mare. Urk conserva ancora un carattere distintivo, vantando un dialetto proprio e usanze particolari. Secondo un detto popolare, esistono due tipi di persone: gli abitanti di Urk e i forestieri. Infatti si dice che i bambini di Urk nascono da uno scoglio chiamato "Ommelebommelestien", posto di fronte al faro della città, mentre i bambini non originari dell'isola nascono sotto un cavolo.

Rein condivide con la sua città la passione per l'umorismo e per l'acqua. "Ho trascorso la maggior parte della mia vita circondato dall'acqua; l'acqua ha condizionato tutta la mia esistenza. Per 22 anni ho fatto il pescatore e per 17 anni ho lavorato come volontario sui battelli di emergenza. Urk è tutta la mia vita. Intendo morire felicemente qui tra 40 o 50 anni", dichiara il 59 enne.

Ma una vita a contatto con l'acqua ha anche i suoi lati negativi. Quando Rein aveva solo sei anni, suo padre e suo nonno, entrambi pescatori, persero la vita in mare; una tragedia che spiega quanto per lui sia importante la sicurezza in mare. "Anche se ho trascorso l'infanzia giocando vicino all'acqua, non sono mai stato un patito degli sport acquatici", spiega Rein. "Persino ora, se sono in vacanza e sorseggio una birra a bordo piscina, l'acqua deve essere veramente calda perché mi ci tuffi." Per diversi anni Rein ha lavorato anche come soccorritore volontario presso il KNRM, l'organizzazione olandese specializzata nel soccorso in mare.

L'acqua può essere bella e brutale.
Attualmente Rein lavora come esperto della sicurezza per l'associazione di categoria che rappresenta e tutela i pescatori a livello locale. "La maggior parte degli abitanti di Urk conduce una vita legata all'acqua e alla pesca, è un fatto scontato per noi. Lo stesso vale per i Paesi Bassi in generale. Abbiamo sempre avuto l'acqua fino alle ginocchia, abbiamo costruito il nostro paese dall'acqua e dobbiamo lottare costantemente per dominarla."
Rein non rimpiange la pesca, mentre ricorda con piacere il cameratismo che vigeva sui battelli di emergenza. "Svolgevamo il nostro lavoro insieme", spiega. "L'acqua ha arricchito la mia vita a livello sia materiale che spirituale. In qualità di pescatore, ti trovi a passare cinque o sei giorni consecutivi in un piccolo mondo di otto metri per quaranta, con altri cinque o sei uomini. C'è sempre molto da fare, ma allo stesso tempo è rilassante, molto più rilassante della quotidianità sulla terraferma."
I suggerimenti da intenditore Rein Snoek
"Il Faro di Urk è un monumento magnifico che vanta una storia iniziata 400 anni fa. Solitamente è possibile salire fino in cima alla torre. Di fronte al faro spicca dal mare il famoso scoglio chiamato Ommelebommelestien. Suggerisco di visitare anche il monumento dedicato ai pescatori, eretto in memoria delle persone che hanno perso la vita in mare. Si tratta di una statua che raffigura una donna intenta a scrutare il mare, su cui sono riportati 368 nomi."
Prospettive
Un futuro di convivenza con l'acqua

Uno sguardo al futuro: cosa sta accadendo e cosa accadrà

I visitatori diretti a Lemmer, nella Frisia, avvisteranno la città da lontano: noteranno una ciminiera alta 60 metri appartenente a uno dei monumenti più spettacolari e innovativi del paese, la stazione di pompaggio D.F. Woudagemaal. Ospitata in un magnifico edificio realizzato nello stile della Scuola di Amsterdam, è la più grande stazione di pompaggio a vapore mai costruita e l'unica ancora funzionante. Non c'è da stupirsi se gli appassionati di ingegneria arrivino da ogni parte del mondo per ammirare questo esempio straordinario di progettazione industriale, che nel 1988 è stato designato sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Il fatto che questa stazione di pompaggio sia ancora operativa ci ricorda che l'acqua non si ferma mai. A causa del cambiamento climatico, il livello del mare si sta alzando e le tempeste diventano sempre più violente. Il futuro dei Paesi Bassi non è sicuro. Fortunatamente le università olandesi sfornano ingegneri delle acque altamente specializzati, che contribuiscono a introdurre nuove tecniche e a realizzare progetti volti a proteggere il paese.

Per citare il noto calciatore olandese Johan Cruyff: "L'acqua non ha niente da guadagnare da noi, mentre noi rischiamo di perdere tutto se non collaboriamo". Dunque, anziché combattere contro l'acqua, gli olandesi portano avanti la lunga tradizione che consiste nell'imparare a convivere con essa. Per esempio, i laghi, i parchi e persino i parcheggi per le auto vengono utilizzati come serbatoi utili a difendersi dalle inondazioni. In alcune città olandesi, le fontane, i giardini e i campi da basket sono già impiegati come bacini di ritenzione. Viene inoltre svolto un lavoro incessante, teso a sfruttare le spettacolari dune di sabbia e le spiagge situate lungo le coste come mezzo di difesa.

La forza distruttiva dell'acqua, aggravata dal cambiamento climatico, può paralizzare le società e l'ambiente. Tuttavia, se siamo in grado di comprenderne la complessità, valutarla nel suo insieme e gestirla in modo inclusivo, l'acqua può agire da facilitatore per l'azione climatica e lo sviluppo sostenibile, innescando il cambiamento che auspichiamo.
Henk Ovink

Le competenze olandesi al servizio degli altri

Grazie alla lunga esperienza di convivenza con l'acqua, i Paesi Bassi sfruttano le loro competenze per aiutare altri Paesi che devono far fronte alla minaccia rappresentata dalle inondazioni e dalla siccità. Gli esperti olandesi lavorano in tutta Europa e si recano periodicamente in Asia, America, Medio Oriente e Africa per fornire ai governi consigli preziosi sul mantenimento della sicurezza, collaborando con aziende e partner locali alla gestione delle acque, e portando innovazione scientifica e tecnologica, diventata una priorità irrinunciabile, a tutti i livelli. Delegati di paesi quali Indonesia, Bangladesh e Vietnam si recano spesso nei Paesi Bassi per osservare il funzionamento delle strutture per la gestione dell'acqua, dalle difese naturali e artificiali, alle soluzioni su piccola scala per i centri urbani, fino alle infrastrutture più grandi e imponenti. I Paesi Bassi dispongono persino di un inviato internazionale dell'acqua, lo specialista Henk Ovink, che lavora in prima linea per aiutare gli altri Paesi a migliorarne le protezioni e ad affrontare le emergenze. Grazie alla sua competenza, Ovink è persino diventato un frequentatore abituale della Casa Bianca, dove era conosciuto dal team del presidente Barack Obama come ""Henk, l'uomo dell'acqua"". Henk ha lavorato alla ricostruzione dell'area di New York dopo il passaggio dell'uragano Sandy. Inoltre, con la collaborazione di numerosi partner americani e olandesi, ha ideato progetti innovativi per il concorso ""Rebuild by Design"", per una New York a prova di futuro.

Sebbene il futuro sia incerto, il paese può contare sulla perseveranza e l'ingegnosità dei suoi abitanti. Queste qualità hanno contribuito a generare una prosperità incommensurabile per una piccola nazione che un tempo era la più potente del mondo. Fanno parte del DNA delle persone e continuano a modellarne il carattere e la cultura. Gli olandesi si chiedono: senza acqua dove saremmo? O, aspetto ancora più importante, chi saremmo? È inimmaginabile.